Infrastrutture e finanziamenti: la Sardegna in forte calo.

Economia e turismo
14/04/2019 17:51



I numeri dell’Isola emergono dall'Ufficio studi Confartigianato Sardegna e si basano su dati ISTAT, MEF e Agenzia per la Coesione
Territoriale tra il 2009 e il 2017. 

“Questi dati confermano come le richieste delle imprese siano fondate ovvero come sia necessario finanziare e realizzare le infrastrutture in tempi ragionevoli e certi - commenta Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Edilizia Sardegna - perché si è perso troppo tempo e nessuno può pensare di imbalsamare l’Isola e l’intero Paese ovvero bloccare tutto il sistema intermodale di trasporto, merci e persone, i collegamenti con porti e aeroporti”.

Entrando nel merito dei dati, in Sardegna, la spesa per beni e opere immobiliari è composta per circa due terzi (68,2%) da quella delle Amministrazioni locali e regionali e per il restante 31,8% da quella delle Amministrazioni centrali. Sul ritardo degli investimenti e sul gap infrastrutturale della Sardegna, influisce una burocrazia farraginosa che, in molti casi, dilata anche i tempi dei pagamento della Pubblica Amministrazione verso le imprese. Il flusso degli investimenti pubblici perde di efficacia in termini di impulso alla crescita in presenza di diffusi fenomeni di corruzione.

La corruzione comprime la propensione a investire delle imprese e distorce l'allocazione delle risorse, con effetti negativi sulla produttività. La corruzione riduce la concorrenza, costruendo artificiose barriere all’ingresso di nuove imprese, aumenta i costi degli acquisti della P.A. e rende la spesa pubblica meno efficiente; la diffusione della corruzione riduce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni di governo.


Secondo la rilevazione di Eurobarometro (Commissione europea, 2017) su un panel di imprese, in Italia la diffusione di tangenti e abusi per ottenere vantaggi nei confronti di funzionari che aggiudicano le gare di appalto pubbliche è indicato dal 55% degli imprenditori intervistati, 12 punti superiore alla media europea. 


Insomma un circolo vizioso che scoraggia l'intero processo produttivo ed economico, intaccando a sua volta la diffusione del benessere dei ceti sociali.

Elvira Usai